Attività

21 settembre 2014: monte Robon (1980 mt)

Partenza: Palmanova sede ore 7.00 – Paparotti ore 7.30

Dislivello: 900 metri circa

Tempi di marcia: ore 6.00 – 6.30

Equipaggiamento: normale da escursionismo

Cartografia: Tabacco foglio 019

 

Punto di partenza

Il piazzale della funivia del Monte Canin a Sella Nevea (m 1143, ampio parcheggio).

 

Itinerario

Passando dietro l’Hotel Canin (freccia rossa sul muro) si imbocca una specie di pista che si snoda per prati. Questa confluisce, dopo poco, in una stradina asfaltata che si segue fino al suo punto più elevato (cartello CAI segnavia n. 636). Seguendo le indicazioni si attraversa una pista da sci dopo la quale la traccia si fa più marcata. Nella sua parte iniziale il sentiero risale all’interno di un bosco misto. Dopo aver oltrepassato un’ultima volta la pista da sci, il sentiero si immette sul percorso originario di una vecchia mulattiera militare. Incontrato un rudere si inizia a salite a comodi tornanti in un ombroso bosco di faggio. Tratti pressoché pianeggianti interrompono di tanto in tanto una pendenza assai gradevole consentendoci si salire quasi senza sforzo. Al cospetto della mole del Monte Poviz si risale una costola rocciosa. Con alcuni tornanti si perviene ad una sorta di ripiano dove sono presenti numerosi resti di fortificazioni. Si lasciano a destra un paio di diramazioni (cartello) dirette verso il Rifugio Gilberti e Sella Prevala e si prosegue ora lungo il segnavia CAI n. 637, contornando una conca a ridosso di una fascia rocciosa. Superata la conca, la mulattiera prende a traversare verso est, compiendo il tratto forse più interessante dell’intera escursione, in un ambiente dal marcato carsismo superficiale. Con percorso tortuoso tra piccole doline, inghiottitoi e solchi si raggiunge la panoramica insellatura tra il Monte Lopic ed il Monte Leupa (m 1939). Da qui si comincia a perdere quota per assecondare una fascia rocciosa impraticabile che scende dal versante settentrionale del Monte Cergnala, sul quale è visibile una grossa nicchia naturale. Contornato sulla destra il fondo della conca ghiaiosa posta alla base del Monte Robon si rimonta con un paio di tornanti il pendio erboso soprastante guadagnando in breve l’ampia Sella Robon (m 1865, assai consigliabile una visita alle vicine fortificazioni). Proseguendo in direzione nord, poco al di sotto della linea di cresta, si raggiunge il bivacco speleologico Modonutti-Savoia (m 1908) dal quale si imbocca la traccia che ha origine di fronte all’ingresso. Ometti e qualche sbiadito segno rosso guidano attraverso un vero e proprio labirinto roccioso segnato da cavità, particolarmente profonde nei pressi della sommità. Seguendo i resti di un camminamento di guerra, su terreno eccezionalmente tormentato, si raggiunge infine il punto più elevato dove un cumulo di pietre ci segnala l’arrivo in vetta al Monte Robon (m 1980).

 

Discesa

Ritornati sui propri passi si ridiscende nella conca ghiaiosa sottostante la Sella Robon dove si abbandona il sentiero da cui siamo arrivati mirando all’evidente sbocco delle ghiaie tra due pareti (segnavia CAI n. 637). Il sentiero oltrepassa un corridoio naturale uscendo poi sulla destra dove, con alcune serpentine, cala ad una conca. Dopo aver lambito le strapiombanti pareti rocciose del Monte Robon si riprende a traversare in direzione di Sella Nevea compiendo qualche piccolo saliscendi e raggiungendo il Pian delle Lope. Si comincia ora a perdere quota più decisamente, seguendo una traccia migliore che in breve rientra nel bosco. Alternando ripide discese con lievi saliscendi e tratti quasi pianeggianti il sentiero contorna le pendici del Col Lopic calando infine con brusca pendenza su pietrisco grossolano ad una carrareccia che si segue verso sinistra. Raggiunta la strada asfaltata, la si percorre in direzione di Sella Nevea imboccando la prima deviazione a sinistra, poco dopo l’ingresso del condominio Stella Alpina, che riconduce esattamente al punto di partenza.

 

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