Cultura

K2 – DA DESIO AI NEPALESI

Il 16 gennaio una cordata di dieci nepalesi ha raggiunto per la prima volta nella stagione invernale la vetta del K2. Questo è avvenuto 67 anni dopo la spedizione italiana guidata dal friulano Ardito Desio che giunse in cima nel 1954, prima assoluta a salire la seconda montagna più alta della Terra. Un’impresa eccezionale, quella degli sherpa e di Nirmal Purja, unico a salire senza l’ausilio dell’ossigeno, al pari della straordinaria conquista avvenuta a metà degli anni Cinquanta con attrezzature ben diverse a opera della squadra italiana, composta anche dal carnico Cirillo Floreanini.

Maria Emanuela Desio, figlia di Ardito, scomparso nel 2001 a 104 anni, ha scritto al team nepalese per complimentarsi. La mail è stata spedita a Chang Dawa Sherpa, capo della spedizione, e a tutto il team.

“Sono stata molto in ansia nei giorni scorsi” scrive Mariela Desio. “Come figlia di Ardito Desio, so cosa significhi l’ansia in questo genere di imprese. Nel 1954 ero piuttosto giovane, avevo 17 anni e con la mia famiglia ho trascorso molti mesi di preoccupazione in attesa di notizie di mio padre. Il 4 agosto 1954, quando abbiamo ricevuto il telegramma che annunciava la “vittoria” sul K2 del 31 luglio, abbiamo esultato e ci siamo abbracciati – quel che oggi non si può fare a causa del Covid 19 – ma desidero farlo ora con voi, almeno in modo virtuale. Sarei molto felice se potrò davvero farlo di persona un giorno (ho 84 anni). Questa è una grande emozione per me. Sono sicura che mio padre esulterebbe per la vostra meravigliosa impresa. “Bravi” per il successo e per l’organizzazione, che so per certo sia stata molto difficile. Sincere e affettuose congratulazioni! Desidero anche abbracciare la famiglia e tutti voi per la scomparsa dell’alpinista Sergi Mingote. Mariela Desio e i membri dell’associazione Ardito Desio”.

La risposta è arrivata velocissima, per tramite di Paolo Nugari, del Consolato generale onorario del Nepal, a firma del capo spedizione, direttamente dal campo base.

“Cara Mariela Desio e membri tutti della associazione Ardito Desio, ricevo con grande piacere i suoi saluti in questo momento grandioso della salita al K2 in inverno. È un momento estremamente felice per me e per l’intera squadra, alla quale rivolgo ancora le mie congratulazioni per aver raggiunto la vetta della montagna nella stagione invernale. Grazie e complimenti a lei e a suo padre per la salita del K2 per la prima volta nel 1954. È stato anche per me un momento di celebrazione quando ho salito il K2 in estate nel 2012, conducendo una spedizione sugli Ottomila della Terra, che ho concluso nel 2013 scalando il Shisapangma nel 2013. Dopo che ho salito il K2 nel 2012, la mia agenzia Seven Summit Treks ha cominciato a portare in vetta gli alpinisti ogni estate. Ma non era mai successo nella storia che dieci alpinisti nepalesi riuscissero nell’impresa di mettere i loro piedi sulla cima del Karakorum 2 in inverno. E, fra loro, Nirmal Purja è salito in vetta senza ossigeno supplementare. Siamo profondamente addolorati per la scomparsa di Sergi Mingote, un caro amico e grande alpinista spagnolo che aveva già raggiunto dieci dei 14 ottomila della Terra. Sarei felice di incontrarla in futuro. Chang Dawa Sherpa, Capo spedizione, K2 Winter Expedition, Campo Base K2, Pakistan”.

Maria Emanuela Desio vive a Roma ed era attesa a Udine in questi giorni per visitare l’archivio di suo padre, affidato al Museo Friulano di Storia Naturale. Ma il Covid ha cambiato i programmi. Quest’anno, il 12 dicembre, ricorrono i 20 anni dalla scomparsa di Ardito Desio. “La salita al k2 dei nepalesi è stata come rivivere l’impresa di mio padre” dice la figlia. “Ho provato la stessa emozione. Con l’associazione stiamo lavorando alla pubblicazione di un volume con i suoi scritti dell’anno della spedizione e del successivo, con i risultati scientifici. La decisione di trasferire tutti i suoi scritti e documenti a Udine è di tipo sentimentale, perché mio padre era friulano e amava la sua terra, che aveva studiato a lungo. E poi era alpino, nell’ottavo reggimento, e il coro Ana di Palmanova è intitolato a lui. Speriamo di rivederci presto in Friuli”.

Il colossale archivio, la cui consistenza è quantificabile in quasi 150 metri lineari, è frutto dell’attento lavoro di recupero e conservazione svolto dalla figlia. Comprende, oltre alla biblioteca, corrispondenza personale, libretti di campagna (dal 1919 al 1978), agende e diari, fotografie, lastre fotografiche, filmati, cartografia, documenti, ritagli di giornali, relazioni, documenti, cimeli, onorificenze. Scrive Giuseppe Muscio, direttore del Museo, su l’ultimo numero di In Alto, rivista della Società Alpina Friulana: “Attraversare tre secoli con la propria vita è cosa riuscita a pochi, farlo da protagonisti è ancora più raro: Desio (Palmanova 1897 – Roma 2001) è uno di questi. Basterebbe questa considerazione per comprendere il significato della documentazione che lo studioso ci ha lasciato. Ma ovviamente c’è molto di più. Troppo spesso si associa la figura di Desio esclusivamente alle sue imprese esplorative (K2 in testa) senza valutare appieno il suo ruolo nella crescita delle scienze geologiche in Italia e non solo”. Desio è stato presidente della Società Alpina Friulana dal 1932 al 1942 e tesoriere del Circolo Speleologico udinese. Il trasloco dell’archivio è stata completato alla fine del 2020. Il materiale, ospitato in uno degli edifici dell’ex macello di Udine, sarà esposto in uno specifico settore del Museo di Storia Naturale.

(Alessandra Beltrame)