Partenza: Palmanova sede ore 6.30 – Paparotti ore 6.50
Dislivello: 1260 metri
Tempi di marcia: salita ore 3.15, discesa ore 2.30
Equipaggiamento: normale da escursionismo
Cartografia: Tabacco foglio 017
Accesso
Da Forni di Sopra, valicando il Passo della Mauria o da Sappada, passando per Santo Stefano, la Statale 52 consente di raggiungere la località Tre Ponti nella Valle del Piave. Percorrendo per circa un chilometro la Statale 619 si sale quindi al paese di Piniè per raggiungere la pineta del Col Ciampon, ove si parcheggia nei pressi dello chalet “Pino Solitario” (m 880).
Itinerario
Davanti al fabbricato, seguendo le indicazioni per il Sentiero dei Mede, si imbocca una stretta trattorabile che sale linearmente verso Est nella fitta pineta. Inoltrandosi nel Vallone di Ciariè, incassato tra alte pareti rocciose, a quota 980 la pista forestale lascia spazio ad una ripida mulattiera che si segue fino a m 1025. Qui si prende verso destra un sentiero tra l’erba (tabella, segnavia rossi). Giunti alla base di un’alta fascia rocciosa una tabella invita ad attraversare il pietroso impluvio. Sull’altra sponda il sentiero riprende in salita tagliando una fitta mugheta. Lasciandosi guidare dai bolli rossi marcati sui detriti, si sale un ampio canalone. Arrivati sotto una parete giallastra (m 1440, tabella per il Monte Tudaio), la si rasenta verso sinistra traversando una macchia di alberi e, più in alto, una colata detritica che discende dalla gola soprastante. Un’ennesima tabella indica la continuazione per un ripidissimo camminamento. Si accede così al selvaggio versante roccioso del Monte Tudaio. Con un lungo traverso verso Ovest, sfruttando una comoda cengia inerbita, ci si porta alle prime attrezzature (m 1560, ore 1.40 dal parcheggio). Superati alcuni gradoni di roccia elementari, agevolati da cavi, segue un tratto che evidenzia le opere resesi necessarie per ricavare il percorso, come i gradini intagliati nella pietra e i fori della trivella per la posa dell’esplosivo. Una leggera discesa verso sinistra precede la risalita di un ripido costone con mughi, in vista di un’ampia parete giallastra. Il sentiero, marcato tra radici di mughi e zolle erbose, risulta faticoso e consente di raggiungere un ripido canalino detritico. La traccia poco evidente e gli sbiaditi segnavia suggeriscono di tenersi a sinistra sotto le rocce, fino a raggiungere un sottile cavo teso in un canalino tra i mughi. Ripidamente, con tracciato più evidente, si volge a sinistra lungo il cavo che conduce ad un pulpito panoramico (m 1780). Salito lo spallone con mughi che si dilunga sulla destra di un canalone con grossi massi, si oltrepassa un solco attrezzato su roccette facili ma friabili (I grado). Si prosegue sull’impervio spallone che riserva altre attrezzature. Deviando a destra si taglia un’estesa mugheta e si supera una paretina articolata ma friabile, attrezzata con un lungo cavo teso a serpentina (passaggi di I grado). Si continua verso destra per il sentiero che incide roccette disgregate inframezzate a mughi, fino a raggiungere le imponenti fortificazioni della zona sommitale. Entrando nel forte si guadagna la cima del Monte Tudaio.
Discesa
Dal forte si imbocca la carrareccia di guerra che scende verso Occidente con una lunga serie di tornanti. A quota 1551, presso la fortificazione di El Bus, la larga mulattiera diviene molto più ripida, con tratti scavati nella roccia che soffitta il camminamento. Gli enormi anelli metallici che si notano ancorati al pendio o ai cippi di cemento servivano per agevolare il traino dei rifornimento e dei pezzi di artiglieria destinati al forte. Si continua ad avvalare lungo la mulattiera fino a raggiungere una pineta. Guadato il greto torrentizio, si sorpassa una piazzola attrezzata per il picnic e si imbocca la rotabile che riporta al parcheggio.