Dinamiche dell’evoluzione del “Bacino Giulio” e delle megafrane sottomarine in epoca eocenica

Noi andremo a visitare una grande cava di Pietra Piasentina, grazie alla disponibilità della ditta Julia Marmi, che ci fornirà un accompagnatore. La cava è all’aperto, in un’area recintata di 60 ettari, molto interessante anche dal punto di vista faunistico e vegetazionale. Il nome Pietra Piasentina non deriva dal dialetto veneto-udinese “la piera che la piase” come da molti ritenuto, ma con maggior probabilità dal fatto che nella provincia di Piacenza esistevano cave fin dal XIV secolo, quindi le cave piacentine in veneto sono diventate piasentine e la pietra ricavata pietra piasentina. Tale pietra è caratteristica delle Valli del Natisone, trattandosi di un’arenaria formata da gigantesche frane sottomarine nell’allora Bacino Giulio, durante l’epoca Eocene (periodo Paleogene, era Cenozoico: circa 55-35 milioni di anni fa). Solitamente le parti più massicce si depositavano alla base dello strato/letto e poi man mano le brecce e brecciole più fini si posavano sopra, man mano che la corrente originata dalla frana riduceva la sua energia.
La Piasentina è una pietra che si presta a molti usi, non solo in edilizia, può essere levigata e, a seconda della lavorazione, la sua lucidatura può dare diverse sfumature. Con le moderne attrezzature si riesce a ricavarne una vastissima serie di oggetti di arredamento e d’arte.
Dislivello: 200 m
Durata: 3,5 ore soste comprese
Coordinatori: R.Paganello, G.Zanuttigh e D.Cleri (UD CSS – Comitato Scientifico)
Specialisti presenti: Maria Grazia Laurino, Maurizio Ponton