Spiagge, ghiacci e lava, escursione sul vulcano Friulano
Una delle domande classiche degli appassionati di geologia del Friuli è certamente questa:
“In territorio friulano, ci sono dei vulcani?” La risposta è semplice: “Ci sono, ma risalgono all’infanzia della regione”. Per trovarne i resti occorre andare a ritroso nel tempo di centinaia di milioni di anni. Alcuni tra questi antichi vulcani risalgono al Periodo Triassico e i loro principali centri eruttivi erano ubicati nel Tarvisiano; altri, ancora più antichi, eruttavano le loro lave nei mari del Carbonifero delle zone carniche.
Il mare profondo della Carnia del Periodo Carbonifero richiamava sabbie e fanghi che franavano da lontani delta verso i nostri territori sottomarini. Lì si adagiavano sotto forma di migliaia di
sottili strati paralleli, disposti ognuno sopra il precedente. I delta erano collocati verso le attuali
zone dell’Alto Adige e dell’Austria occidentale.
Le corrispondenti rocce accumulate nel mare profondo della Carnia di quel tempo (che comprendono le due intercalazioni di depositi vulcanici di cui si parlerà tra poco) sono state chiamate dai geologi Formazioni del Hochwipfel e del Dimon.
Il monte Dimon è una massiccia elevazione ricoperta oltre i 1500 metri da estese praterie. Assieme al vicino e gemello monte Paularo è una meta piuttosto frequentata in tutte le stagioni. La vetta può essere raggiunta utilizzando una delle numerose mulattiere che ne solcano le pendici.”
Dislivello: 870 m
Lunghezza: 13 km
Durata: 6 ore escluse le soste
Coordinatori: Mariagrazia Chiapolino, Maria Teresa Torresin e Francesca Marsilio (UD CSS – Comitato Scientifico)
Specialisti presenti: Furio Finocchiaro e Renzo Paganello